Chi sono

Sono un grande appassionato di tiro con l ‘arco.

Da ragazzo come tutti, costruivo dei piccoli archi di legno nella mia Marciana, piccolo e bellissimo borgo all’Isola D’Elba, e questo mi dava molta soddisfazione.,ma non conoscendo all’epoca  nessun maestro che mi insegnasse le tecniche , rimasi con il desiderio di fare un arco di qualità per molti anni.

Successivamente negli anni ottanta, grazie anche alla passione trasmessa da mio babbo, praticai con piacere e successo lo sport del “Tiro al piattello Fossa olimpica “per circa 20 anni, vincendo molte gare regionali importanti e anche nazionali, fino a che, nel 2000, ho iniziato il tiro con l’arco, iscrivendomi alla federazione Fiarc attraverso Gli Arcieri del Mare, dapprima con il ricurvo con qualche bellissima vittoria e praticando poi anche tutti i tipi di arco.

Ad una gara vidi un giorno un arco storico tutto di un pezzo, come io da ragazzo provavo a costruire e quel sogno lasciato in un cassetto, si risvegliò. Era circa il 2003 e da allora non ho mai smesso di fare archi di legno e di appassionarmi alla loro storia, tanto che nel 2017 ho coinvolto con   passione la mia compagna a costituire una Compagnia arcieristica Medievale e di Rievocazione, denominata “Gli Archi del Grande Falco” (compagnia affiliata LAM), cresciuta molto in questi anni e che è diventata una realtà assoluta per il posto in cui vivo che è la meravigliosa Isola D’Elba.

 

I miei Archi

I miei archi sono costruiti a mano.

Prevalentemente costruisco archi storici dritti o ricurvati a caldo e vapore, di vario libraggio, con vari legni e a seconda della richiesta faccio anche Archi di Foggia, compositi, con finestra e senza, rimanendo sempre su una linea storica.

Utilizzo sia legno pregiati, come il Tasso e non europei come l’Osage orange, sia  legni più comuni come l’Olmo ,la Rubigna anche se non europea, Maggio Ciondolo, Frassino ,Sambuco, Nocciolo ecc.

 

Come costruisco

Utilizzo tecniche semplici e note, rispettando la stagionatura del legno e la sua venatura, avvalendomi di utensili anch’essi semplici come il coltello a doppio manico, raspa e accetta.

Cerco sempre l’anima che ogni Arco dà nel rilascio, ascoltando la corda fino a che non emette quel suono magico e trovando così le frecce giuste per quell’arco, regalandone tre a chi lo farà suo, acquistandolo.

Ritengo che fare un Arco con quello che la natura ci dona è come far proseguire il cammino della vita.